Essenzialmente Donna: l’evento al Castello di Moncrivello

Essenzialmente Donna: l’evento al Castello di Moncrivello

Domenica 12 marzo 2017, a pochi giorni dall’8 marzo – Festa della Donna, al Castello di Moncrivello, si realizzerà l’evento ‘Essenzialmente Donna’ che inizierà alle ore 15 con la visita guidata alle sale dell’antico maniero.
L’appuntamento fortemente voluto ed organizzato dalla proprietaria del Castello, Elda Viletto, in piena coerenza e continuazione di tutto il lavoro già effettuato nel 2016 con le ‘Domeniche al Castello’ basate su Speaker’s corner, Art corner e Canapa & Wine corner, vuole essere un momento di incontro per portare in luce le molteplici e contrastanti sfaccettature dell’essere femminile che, in diversa proporzione, compongono il variegato e sorprendente mondo della donna; per fare questo, grazie all’apporto dei relatori, si scandaglierà il mare delle rappresentazioni delle caratteristiche femminili nel mito, nella storia e nell’arte sia essa letteraria, pittorica e teatrale.
Il giornalista Vittorio G. Cardinali, Presidente dell’Associazione “Immagine per il Piemonte” parlerà di come la figura femminile sia stata raccontata nell’immaginario popolare piemonteseattingendo dal materiale che la Prof.ssa Taverna, a seguito di lunghi studi e continue ricerche,ha ampiamente descritto e documentato nei suoi libri: “L’ombra d’argento - Fate, Regine e Principesse magiche” e “Trittico al Femminile - Fate, Sirene e Madonne Nere”.
Elisabetta Navizzardi, oltre ad allestire una mostra delle sue opere pittoriche, in cui ritrae alcuni aspetti archetipici della donna, relazionerà sul tema della rappresentazione del femminile nelle leggende e nelle fiabe.
La Compagnia Teatrale ‘Lo Zodiaco’, porterà in scena una ballata dal titolo “Ypa, Regina di acqua e di Vino” che racconta del mito della Regina Ypa che, nell’immaginario canavesano, viene a volte descritta come strega, a volte come Druidessa ed altre come Sacerdotessa di Mattiaca dea del luogo e della Ninfa Albaluce, bella, dolce e innamorata dalle cui lacrime il mito fa nascere il vitigno dell’Erbaluce.
Il Buffet della Tradizione, le cui portate saranno preparate da Marina Ramasso, da più di 30 anni anima ed artefice del Ristorante ‘Al Paluch’ e grande intenditrice della cucina tradizionale piemontese, riproporrà ricette preparate con componenti classici dell’alimentazione della zona in cui non poteva certo mancare la canapa, felice riscoperta degli ultimi anni.
Il menù è stato formulato per essere accompagnato dall’Erbaluce DOCG Terre del Castello le cui uve provengono dalla vigna del Castello che si trova adagiata in ottima posizione sulla collina che sta di fronte all’antica residenza e dalla quale è ben visibile.

Biografia Prof.ssa Donatella Taverna
Donatella Taverna, dopo la laurea in lettere classiche ed una specializzazione in Archeologia Orientale, si è dedicata all’insegnamento, al giornalismo, collaborando con la Gazzetta del Popolo e Stampa Sera ed alla traduzione di pubblicazioni archeologiche specialistiche francesi, tedesche ed inglesi (Utet, Paravia, SEI, Einaudi).
Fino al 1992 ha seguito la segreteria redazionale della rivista di Archeologia e Storia Orientale Antica “Mesopotamia”. Ha diretto il Museo Civico di Carmagnola e collaborato come membro scientifico con i due poli museali di Pinerolo, la Collezione Civica d’Arte ed il Museo Diocesano.
In collaborazione con le Università di Parigi, Poitiers, Genova, Venezia, Roma, Colonia e Friburgo, ha organizzato Convegni Internazionali di ampliamento storico sui Lusignano, curandone gli atti.
Per l’Editrice Daniela Piazza ha diretto la collana “Gocce di Piemonte” sulla storia inedita e minore piemontese.
Per l’Editrice Electa ha collaborato alla stesura del volume “Il Castello di Masino”.
Ha collaborato e collabora con riviste scientifiche come “Aegyptos”, “Studi Piemontesi”, “Mesopotamia” e “Studi sull’Oriente Cristiano”, dedicandosi in particolare alla presenza armena in Italia ed in Piemonte.
Ha curato la serie radiofonica RAI “Profilo di donna” con la regia di Marina Paglieri.
Ha ottenuto premi e riconoscimenti letterari per saggi e testi in prosa e in poesia, la targa del Lion’s Club per meriti culturali, Il Premio L’Arcangelo per la cultura, la targa “Una vita per il giornalismo” dall’Ordine dei giornalisti di Torino.

Biorgafia DR. Vittorio G. Cardinali
Nato a Torino nel 1961, è scrittore, saggista e giornalista professionista. Si occupa fin dal 1980 di studi storici locali e inizia a collaborare con enti culturali, associazioni, quotidiani e periodici piemontesi.
I suoi interessi sono rivolti principalmente alla storia del Piemonte e delle comunità, alla storia dell’arte, delle monarchie, alla genealogia e all’archivistica. Dal 1985 al 1988 cura le relazioni esterne e la comunicazione di un importante laboratorio di restauro di opere d’arte, Guido Nicola di Aramengo d’Asti. Svolge promozione culturale e cura l’ufficio stampa di alcune associazioni culturali a livello regionale (dal 1990), del Premio Grinzane Cavour e della Fondazione Pietro Accorsi nel 1997-98.
Nel 1992 fonda l’Associazione Immagine per il Piemonte, sodalizio culturale nato da un gruppo di privati per rivalutare l’immagine della regione, e diventa il direttore del periodico associativo “Immagini dal Piemonte all’Europa”, ora su web.
Tra le testate alle quali collabora ci sono: i quotidiani Torino Cronaca Qui, Il Giornale del Piemonte pagina Album Cultura & Spettacoli, i periodici Storia in Rete (Roma), Stampa Subalpina, Capodopera, Corriere dell’Arte, Italia Arte, con spazi riservati ai beni culturali.
Ha collaborato con La Padania (cultura), L’Osservatore e le Gazzette settimanali del gruppo Infomix, Itinerari in Piemonte, Corriere di Moncalieri, Itineraria, Piemonte Vip, Epat, Memo. Ha scritto su TuttoCittà e Pagine Gialle Turismo della Seat Pagine Gialle.
Nel 2003-2006 ha fatto parte dell’esecutivo dell’Associazione Stampa Subalpina e nel 2006 è stato eletto dai giornalisti piemontesi nel collegio dei probiviri della stessa Associazione. Nel 2008 è membro della commissione esaminatrice per la prova di idoneità professionale per giornalisti (93a sessione, Roma). Dall’anno accademico 2005-2006 è coordinatore del corso “Storie e Gente di Piemonte” all’Istituto di cultura Teknotre di Torino.
Tra le sue pubblicazioni: Vincenzo Troya. Vita e opere di un educatore piemontese (1983); Il Monte dei sette castelli. Magliano Alfieri nelle immagini di ieri e di oggi (1989); silloge di studi su Eugenio di Savoia Soissons. Dal Piemonte all’Europa, prefazione di Otto von Habsburg (1994) e Volòire. Dalla Venaria Reale a Milano (1996) per Immagine per il Piemonte. Cura il libro Un Santo un Conte un Borgo. Trittico maglianese per il comitato per la valorizzazione di S. Andrea (Premio Vittorio Riolfo 1999). Con MariùSafier pubblica Scrigni sipari piume velette. Storia delle Signore sabaude (Bastogi 2003), con Wolfgang Oppenheimer la biografia La straordinaria avventura del Principe Eugenio (Alzani-Immagine per il Piemonte 2006), e nel 2008 la silloge su Quintino Sella uomo di cultura. Collabora con saggi a Cà ’d Pera. Le case della terra in Langa, Monferrato e Roero (Associazione L’Arvàngia, Alba 1998); La grande Storia del Piemonte – Mille anni di storia piemontese (Bonechi 1999-2000); il volume fotografico Torino un secolo fa (1900-1920) (editrice Il Punto 2005).

Biografia D.ssa Elisabetta Navizzardi
Elisabetta Navizzardi è una Psicologa alla continua ricerca dell’Arte nel suo uso terapeutico e si è dedicata per tutta la vita allo studio dell’Arte Terapia.
La sua è una passione innata che prende spunto dalla sua personale esperienza giovanile in cui si rende conto di quanto l’arte possa agevolare il benessere psicofisico trovandone poi conferma dal metodo di Carl Gustavo Jung.
Dopo il diploma di maturità artistica, si laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova cui è seguito un periodo di tirocinio nella Comunità di Camphill sita nei pressi di Losanna in Svizzera. Proprio durante questa esperienza scopre l’Antroposofia di Rudolf Steiner in cui grande parte è proprio l’Arte terapia che favorisce, attraverso tutte le Arti (pittura, scultura, musica, Arte della parola, euritmia (parola visiva)) lo sviluppo armonico dell’individuo innescando un processo riequilibrio tra la sua parte istintiva e quella razionale.
Tornata in Italia inizia la sua attività di arte-terapeuta e, in parallelo, affina ancor più le sue doti e le sue conoscenze grazie alla partecipazione a vari corsi e seminari tra cui: corsi sulla Teoria dei Colori di Goethe in pittura ad acquarello; seminari di Arte Terapia in Francia, Olanda e Svizzera condotti dal Dott. LendeertMees e dalla moglie Eva MeesChristeller; dodici week-end condotti da Bernadette Hegu, allieva di Liane Collot d’Herbois sviluppatrice del metodo ‘Luce, colore e Tenebra’; a Torino i corsi sul processo creativo di Edith Kramer; per sviluppare la parte artistica, prende lezioni private da un’allieva di Geissberger a Losanna.
Nel 1999 scopre la Biografia e ne è entusiasta, I primi incontri avvengono a Losanna da una terapeuta Canadese, inizialmente osserva il percorso della propria storia, partecipa a due Congressi Internazionali a Basilea. In seguito partecipa alla formazione in Francia e in Svizzera, redigendo la sua relazione finale sul “Perdono”.
Come Artista, organizza diverse personali a Ivrea nel ’87; a Aosta nel’88 e nel’89, a Torino nel ’93; Bratto (BG) ‘94, ‘96 ; Aosta ’95,’98, e ’99 a Courmayeur.
Nel ’87 la stampadei primi sei soggetti di cartoline, che in breve tempo erano in vendita nei migliori negozi in Europa; la collezione, ad oggi, si compone di oltre quarantuno soggetti.
All’estero espone in Francia Parigi ’92; Svizzera, Zurigo ’91, Ginevra ‘91 Berna nel ’92.
Nel ‘92 in Germania a Stuttgart, sono stati pubblicati due libri per bambini da lei illustrati.
Nel 2016, la sua Mostra Antologica a Caluso, sua città natale.

Il Gruppo Teatrale ‘Lo Zodiaco’
Il Gruppo Teatrale ‘Lo Zodiaco’ nasce nel 1981 per continuare l’esperienza di un corso di recitazione organizzato dal Comune di Caluso.
I partecipanti al corso, sorretti da una irrefrenabile passione per il teatro e coordinati da Simona Salvetti e Francesca Siragusa che a tutt’oggi ne rappresentano l’anima, decisero di mettersi alla prova calcando realmente le assi del palcoscenico e rapportandosi con il pubblico. Presa la decisione, rimaneva ancora da chiarire quale potesse essere il repertorio da portare in scena ed in questo fu provvidenziale l’aiuto di Claudio Montagna che, attingendo dalle storie e dai personaggi dei paesi canavesani e trasformandoli poeticamente, creava spettacoli pieni di suggestioni visive e musicali che divenivano sempre più complesse e strutturate con il passare del tempo.
Quando Claudio Montagna, pur rimanendo in contatto con il gruppo, ha dovuto seguire altri progetti, la parte creativa è passata a Simona Salvetti e Francesca Siragusa che, nel solco di quanto già fatto, hanno cominciato a metter mano ai copioni e dal loro primo intervento è nata proprio la rappresentazione del personaggio della Regina Ypa.
Il Gruppo Teatrale ‘Lo Zodiaco’ di Caluso, da più di trent’anni, recita per riscoprire voci ed atmosfere del Piemonte di ieri e di oggi mettendo in scena 179 lavori e recitando in ogni tipo di spazio: piazze, strade, scuole e case, chiese e castelli, ristoranti e discoteche, fontane e teatri come il Piccolo Regio, l’Alfieri, il Teatro Nuovo, l’Erba, il Fregoli ed il Teatro Carignano di Torino, I Teatri Comunali di Vercelli ed Aosta, il Sociale e l’Odeon di Biella, il Giacosa e la Serra di Ivrea.
Negli anni ha realizzato corsi di aggiornamento per insegnanti, incontri di poesia, danza e musica. In collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, ha organizzato rassegne teatrali e convegni.
A riconoscimento del valore del suo operato, il Gruppo Teatrale ‘Lo Zodiaco’, è tra i protagonisti di una tesi di laurea e compare in più di un libro sul Teatro Piemontese Contemporaneo.
Nel tempo il gruppo è cambiato nei suoi componenti ma l’insieme è sempre vivo e pronto ad accogliere facce nuove per ricaricarsi di energia e rimane incapace di staccarsi da questo ‘strano vizio’che è il teatro e che, riecheggiando e prendendo a prestito i versi del Sommo Poeta, “intender non lo può chi non lo prova”.